6 febbraio 1945 - B-25 Mitchell "Maybe" Ser. Nr. 43-36240 - Ronzo Chienis (TN)

Oggi parleremo della tragica storia del Maybe traducibile come “ Forse”, bombardiere medio pesante, conosciuto come B25 Mitchell. Per le sue caratteristiche era definibile come multiruolo, adatto per distruzione di strade, ponti, linee ferroviarie, depositi vari e annullamento di postazioni contraeree mediante lo sgancio delle micidiali bombe al fosforo. Di solito la ricerca inizia dai resoconti che troviamo negli archivi americani o inglesi, ma questa volta è stata del tutto fortuita.

Torniamo con la nostra cronaca ancora una volta in Val d'Adige, oggi percorsa da grossi TIR e auto verso il Brennero, porta di accesso verso l'Austria e i paesi nord europei. Negli anni 1944-1945 questa valle era diventata obiettivo strategico degli alleati. Fondamentale, era impedire il flusso di rifornimenti tedeschi impegnati nella campagna d'Italia. Definita giustamente in un documentario del regista Quattrina come la "Battaglia del Brennero".

Mi trovo a Rovereto, da tempo desideravo visitare il famoso museo della guerra e incontrare un ex collega che, ormai pensionato "A tempo perso", si dedica alla catalogazione e ricerca storica. Mentre parliamo di di ricerche, la mia attenzione viene atratta da una foto appesa alla parete. Raffigura una formazione di B25 che sorvola proprio la val d'Adige , dirotto la conversazione su quella immagine speranzoso e naturalmente chiedo se è a conoscenza di qualche di abbattimento di aerei in quelle zone. Rimane assorto per qualche istante, poi tentennando esclama un "No"! Deciso.

Deve aver notato la mia espressione di disappunto ma prosegue però raccontando un particolare che, forse mi può essere di aiuto. Questo il suo racconto: "Tempo fa mi trovavo sull'altopiano di S. Barbara (Val di Gresta), alla ricerca di vecchie fortificazioni austroungariche da inserire nei miei libri storici sulla prima guerra mondiale. Mentre percorrevo un sentiero nel bosco, mi sono imbattuto in pezzetti di alluminio che affioravano dal terreno e su uno si vedevano evidenti tracce di rivetti. Forse appartenenti a vecchie pentole o fibbie...La cosa strana? Anche una parte di colore giallastro appena visibile".

Alluminio? Rivetti? Colore giallastro?...mhh... SI PARTE.

Ma a questo punto è necessario tornare con la memoria indietro nel tempo, il 6 Febbraio del 1945. Ci troviamo in Corsica, nella base di Solenzara dove opera il 321st Bombardament Group, oggi la missione prevede il bombardamento dello scalo di Rovereto. Sedici aerei del tipo B25J Mitchell decollano in successione, tra di loro anche il MAYBE nome assegnato dall' equipaggio al loro aereo. Quasi subito un aereo è costretto al rientro per avaria. La missione prosegue senza altri intoppi fino in vista dell'obiettivo, ad attenderli sul percorso ci sono i micidiali cannoni tedeschi da 88 mm. Una cannonata colpisce il MAYBE, costringendo i piloti a una rapida virata nel tentativo di un fortuito rientro. l'aereo perde rapidamente quota, rimane solo il tempo di un lancio da parte dell' equipaggio, i due piloti tentano di mantenere stabile l'aereo permettendo così il lancio col paracadute dei compagni. Si tenta di scavalcare l'ultimo ostacolo il monte Brugnolo, dall'altra parte la valle che scende verso il lago di Garda. Troppo tardi ! La manovra non riesce, lo schianto sul fianco del monte è inevitabile. Muoiono così ai comandi dell'aereo il pilota Earl Howard Remmel e il copilota Leslie Thomas Speer. Si salvano ma vengono poi catturati Harlan Norval Tulley (navigatore), Franklin Lloyd Darrel (puntatore -bombardiere), Isidore Ifshin (motorista), Bernard Robert Guild (addetto radio),Sillas Alfred Barrett (mitragliere). Quel giorno altri due B25 verranno abbattuti dalla contraerea, uno si schianterà su un di un convento uccidendo due frati, l'altro finirà in provincia di Vicenza su una fattoria. Tutti gli equipaggi si salveranno con il paracadute.

Così comincia questa nuova “Avventura”, pochi indizi e un luogo certo il monte Brugnolo.

Estate del 2005 io e mio fratello Paolo, saliamo con la macchina sui tornanti verso val di Gresta, siamo in ritardo sulla tabella di marcia a causa dei vacanzieri, che in questo periodo vanno in ferie sulle montagne del Trentino. È pomeriggio inoltrato quando ci infiliamo nel sentiero del bosco verso il monte Brugnolo. Dopo una buona mezz'ora di marcia, siamo nella zona che ci è stata indicata. Cominciamo la ricerca con il metaldetector e piccoli pezzetti di alluminio confermano che ci troviamo nel posto giusto. Si fa tardi, un'ultima passata in mezzo a dei giovani pini e sotto un lieve strato di terra troviamo tracce di incendio e un pezzo di alluminio aeronautico lungo una ventina di cm. con sopra impressi dei marchi e numeri, adesso abbiamo conferma, si tratta di un bombardiere B25!

La ricerca storica comincia con l'esame dei Macr (rapporti compilati dopo 48 ore dal non rientro dell' equipaggio),che confermano trattarsi del Maybe e riportano posizione di caduta, nomi dell'equipaggio e testimonianze dei compagni di volo.

Siamo tornati per anni sul Brugnolo, raccogliendo molto materiale rimasto anche in superfice, quello che era rimasto dell'aereo precipitato era stato smembrato e recuperato all'epoca dagli abitanti. Tra le varie cose il battellino di salvataggio e una parte di finestratura della cabina, riutilizzata come lucernario… (…) Tutta questa ricerca ha avuto poi il giusto epilogo in una commemorazione organizzata dall’Associazione culturale Benach, a cui hanno partecipato anche i parenti dei piloti rintracciati in America. Era presente per l’occasione, anche una rappresentanza di militari americani e abitanti del paese di Ronzo Chienis, poi conclusasi con la deposizione di una targa commemorativa.

Voglio qui ricordare un episodio commovente, mentre parlavamo con la figlia del pilota morto ai comandi dell'aereo, si è avvicinata una signora anziana del paese che ci ha chiesto di tradurre il suo dialogo alla figlia di Remmel. ,”Signora ,io in quell' inverno del 45 ero una bambina, e con mia madre siamo andate sul posto del disastro ,ricordo la cabina di pilotaggio mezza sfasciata, suo padre ancora seduto ai comandi, il suo viso era sereno quello di una persona in pace, anche se sicuramente sofferente . Il nostro silenzio e l'abbraccio tra le due dava finalmente fine ha una tragedia che aveva coinvolto popolazioni di montagna e aviatori dalla lontana America.

Se passate da quelle parti a S. Barbara, fermatevi nell'area di sosta più avanti, lì troverete la targa commemorativa del MAYBE.

Mirco Caporali.

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